La gestione del rischio sismico in ambito industriale – Soluzione Igeam

Case Study

La gestione del rischio sismico in ambito industriale

Cliente – Catalent Italy SpA

La sicurezza dei luoghi di lavoro
in caso di rischio sismico

I terremoti che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni 
hanno evidenziato ancora una volta la necessità di considerare anche
la protezione dei lavoratori in caso di evento sismico.

E’ fondamentale includere tutti i luoghi
di lavoro rientranti nel campo di
applicazione del D.Lgs 81/08

e non soltanto quelli delle Industrie
a Rischio di Incidente Rilevante.

Nell’orientamento che si è ormai delineato fra gli Organi di
Vigilanza, il rischio sismico viene ritenuto un ulteriore
fattore da considerare nella
valutazione del rischio
ai sensi degli artt. 17 c.1 e 63 c.1. del D.Lgs 81/08.

Le richieste del nostro cliente – Catalent Italy SpA

Catalent Italy SpA è la distaccata italiana di Catalent, azienda leader in campo farmaceutico a livello mondiale.

Da sempre attenta e sensibile alle tematiche della prevenzione, anche se non soggetta agli obblighi di cui alla c.d. Direttiva Seveso, Catalent Italy SpA ha richiesto una valutazione del rischio sismico

Obiettivo del cliente

Verificare la criticità degli edifici
alle azioni sismiche. 

Obiettivo del cliente

Definire le eventuali misure di prevenzione e protezione da adottare nel breve, medio e lungo periodo per la salvaguardia dei lavoratori e degli utenti dei siti produttivi.

Analisi delle richieste

La valutazione della vulnerabilità sismica nelle realtà produttive è particolarmente delicata in quanto l’esigenza del conseguimento di un adeguato livello di conoscenza dei manufatti da analizzare si scontra inevitabilmente con le stringenti esigenze di produzione (layout locali, difficoltà di accesso ad alcune aree, interferenza con le attività produttive, etc.).

L’acquisizione ed analisi della corposa documentazione tecnico/amministrativa necessaria per le analisi (analisi storico-critica) è sempre un processo lungo e delicato la cui quantificazione è difficilmente prevedibile in partenza.

D’altra parte l’attività cosiddetta di “Livello 0”, consistente in una semplicistica operazione censimentaria, non fornisce alcuna indicazione in merito alla vulnerabilità dei manufatti né alcuno strumento per confrontare edifici simili all’interno di un patrimonio vasto.

Soluzioni proposte

Soluzione

Igeam ha proposto al cliente un approccio per
successivi livelli di approfondimento
, di cui

la valutazione del rischio sismico ne costituisce la base.

Soluzione

La determinazione del parametro vulnerabilità sismica è stata sviluppata, come previsto dalle norme tecniche sulle costruzioni (NTC 2018), in funzione dei parametri:

  • dell’azione sismica del territorio di riferimento,
  • delle caratteristiche peculiari degli edifici,
  • e della destinazione/classe d’uso dei manufatti.

Tale determinazione è stata resa possibile dall’utilizzo di metodologie di tipo quantitativo (analisi modale con spettro di risposta) con livello di conoscenza LC1, ottenuto però senza il ricorso a prove distruttive sui materiali.

Soluzione

Per la definizione delle caratteristiche meccaniche dei materiali:

  • si è fatto essenzialmente ricorso a prove non distruttive (saggi sugli elementi strutturali, prove pacometriche, prove endoscopiche);
  • in caso di indeterminatezza, sono stati adottati valori “di calcolo” desumibili dai progetti presenti in archivio o valori usuali della pratica costruttiva dell’epoca (come previsto dalle norme).

I risultati raggiunti

Risultati

La metodologia adottata ha permesso di ottenere risultati attendibili ed omogenei, all’interno di un patrimonio costituito da edifici con differenti tipologie strutturali (c.a., muratura portante, precompresso, acciaio):

  • a costi accettabili;
  • senza il disagio delle indagini invasive;
  • con un livello di dettaglio compatibile con le finalità dello studio (individuazione delle misure di prevenzione e protezione da adottare in funzione dell’indice di rischio sismico).

Risultati

La metodologia applicata ai meccanismi di collasso più probabili per la data tipologia strutturale, ha permesso di identificare gli edifici che:

  • non hanno bisogno di approfondimenti;
  • necessitano di ulteriori approfondimenti e/o interventi.

Per questi ultimi è stato definito un criterio oggettivo di priorità delle azioni da adottare. In questo modo, sarà possibile programmare ed indirizzare le indagini conoscitive volte ad approfondire i livelli di conoscenza degli edifici in termini di geometria, dettagli costruttivi e materiali strutturali (come indicato dal cap 8.5 delle NTC18 per gli edifici con indice di rischio non accettabile).

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