INAIL pubblica un primo documento sulle malattie psichiche sul lavoro, presentando i dati disponibili estratti dagli archivi delle denunce e indennizzi e utilizzando le informazioni fornite dai sistemi Malprof e Marel.
Il periodo osservato è quello compreso tra il 2019 e il 2023, nel quale le denunce per questo tipo di malattie sono andate aumentando. Il picco si è registrato negli anni della pandemia. Il settore più colpito è stato la sanità.
Le denunce comprendono diverse categorie diagnostiche anche se quelle riferibili allo stress lavoro-correlato, alle molestie e violenze sono:
il disturbo dell’adattamento (DA), che si caratterizza da una condizione psicoemotiva tale da compromettere le funzioni e le prestazioni sociali a causa di eventi e/o cambiamenti di vita stressanti di tipo acuto, che sono identificabili e non estremi.
il disturbo acuto da stress (DAS), che avviene in conseguenza di gravi traumi di tipo fisico (es. minaccia o molestia) e mentale con esordio poco dopo l’evento o entro un mese.
il disturbo post-traumatico da stress, che si determina a causa di eventi altamente minacciosi e catastrofici che possono riguardare la persona sia direttamente sia indirettamente (aver assistito o essere venuto a conoscenza).
La percentuale di casi di malattie professionali psichiche riconosciute dall’INAIL (rispetto ai casi denunciati) è molto più bassa di quella che si rileva per tutti gli altri tipi di patologie.
INAIL sottolinea che le malattie professionali di natura psichica sono comprese tra le malattie per le quali è obbligatoria la segnalazione da parte dei medici ai sensi dell’articolo 139 del DPR 1124/1965, in quanto incluse nella lista II “malattie di cui l’origine è di limitata probabilità” In questi casi, quindi, il medico competente ha l’obbligo di denunciare i casi eventualmente riscontrati nell’ambito della sorveglianza sanitaria.