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Come gestire i rischi legati al fumo di tabacco nei luoghi di lavoro

Uno dei fenomeni che l’emergenza pandemica ha contribuito ad alimentare è il significativo incremento dei fumatori registrati in Italia nel 2021. 

Infatti dai dati raccolti da uno studio longitudinale dell’Istituto Superiore di Sanità, realizzato in collaborazione con l’Istituto Farmacologico Mario Negri e presentato in occasione della Giornata mondiale senza tabacco 2021, è emerso un aumento di 1,2 milioni di fumatori (nel maggio 2021), un dato in netta crescita rispetto alla riduzione rilevata nell’aprile 2020. 

Questo significa che, anche a causa della pandemia, i fumatori nel nostro paese hanno raggiunto una percentuale pari al 26,2, con un dato assoluto di 11,3 milioni. In altri termini, il fumo di tabacco rimane un elemento centrale nelle abitudini di una significativa fetta della popolazione.

Tale fenomeno, caratterizzato da una evidente crescita quantitativa, non può essere sottovalutato. Ma se sono ben noti i rischi per la salute connessi al consumo di sigaretta, meno rimarcate sono le conseguenze sul benessere fisico dei lavoratori. 

Infatti il fumo di tabacco è una concausa di patologie da lavoro, in quanto favorisce la suscettibilità all’azione di importanti fattori di rischio professionale quali le sostanze chimiche, le polveri, il rumore, le vibrazioni e così oltre. Senza dimenticare che le condizioni di salute compromesse dal fumo causano tassi più alti di assenteismo dal lavoro e un maggiore ricorso ai servizi sanitari.

Il fumo di tabacco favorisce la suscettibilità all’azione di importanti fattori di rischio professionale.

Proprio per questo motivo è fondamentale, per un’azienda, mettere in campo tutte le misure necessarie nei luoghi di lavoro non solo per vietarne l’uso (come già accade), ma anche e soprattutto per favorire una condivisa e diffusa attività di promozione della salute.  

Quali sono i rischi del fumo di tabacco nei luoghi di lavoro

L’abitudine al fumo di tabacco, come emerge dai dati, risulta diffusa e in aumento. Analizzando in particolare le categorie professionali, si nota come tale pratica sia maggiormente presente tra gli operai in possesso di un basso livello di istruzione, più soggetti, in genere, a rischi lavorativi ed infortunistici causati da sostanze pericolose.

Secondo un’indagine ISTAT (2000), tra gli uomini l’abitudine al fumo di tabacco è maggiormente diffusa tra i lavoratori della chimica, i minatori e i cavatori. Tra le donne, invece, la tendenza è più marcata per coloro che operano come cameriere, cuoche e bariste, tra le addette alle pulizie, le esercenti e le addette di servizi alla persona e alle imprese.

Oltre ai noti rischi per la salute, in che modo, però, il fumo può rappresentare una concausa di patologie da lavoro?

Secondo il National Institute of Occupational Safety and Health (NIOSH), esistono specifiche modalità attraverso le quali il fumo di tabacco può interagire direttamente con gli altri agenti nocivi presenti in un ambiente di lavoro:

Attraverso l’inalazione, il contatto cutaneo e l’ingestione, il fumo di tabacco può fungere da vettore di tossici come l’asbesto, la formaldeide, il piombo, il parathion, e così via.

Depositate sulle sigarette, alcune sostanze chimiche possono trasformarsi in sostanze più tossiche se fumate (come nel caso del politetrafluoroetilene).

Può aumentare l’esposizione ad una stessa sostanza nociva presente nel fumo di tabacco e nell’ambiente di lavoro (monossido di carbonio, cadmio, benzene, etc.).

L’effetto nocivo del fumo di tabacco può essere paragonabile a quello determinato dalla sostanza presente nell’ambiente di lavoro (es. broncopneumopatia da polveri di cotone e polveri di carbone).

Il danno causato da un singolo agente (asbesto, silice, arsenico etc.) è significativamente maggiore perché il fumo agisce con meccanismo sinergico con l’agente occupazionale.

Il fumo di tabacco può contribuire all’aumento degli incidenti e degli infortuni sul lavoro.

Fumare nei luoghi di lavoro

L’art. 51 della Legge n.3/2003 ha stabilito che non è consentito fumare all’interno dei locali chiusi, ad eccezione di quelli privati non aperti al pubblico e quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati.

Il Ministero della Salute, attraverso la Circolare 17/12/2004,  ha indicato la possibilità di costruire sale per fumatori, nel rispetto del D.P.C.M. 23/12/2003, nei “locali chiusi” privati che vengono aperti ad utenti o al pubblico, come ad esempio bar, ristoranti e circoli privati, locali di intrattenimento, cinema multisala e così via. 

In questo senso, anche i lavoratori vi possono prestare servizio temporaneo. Per questi, ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. deve essere valutato il rischio chimico.

In questo caso, quali sono i requisiti tecnici minimi da rispettare per non essere sanzionati?

La sala fumatori deve essere completamente separata dagli altri ambienti attraverso pareti a tutta altezza su quattro lati.

Deve essere dotata di ingresso con una porta a chiusura automatica e non deve essere un luogo di passaggio obbligato per i non fumatori.

Deve essere dotata di un impianto di ventilazione forzata che garantisca una portata minima d’aria pari a 30 litri/secondo per ogni utente che può essere ospitato nella sala fumatori.

Deve essere presente l’apposita segnaletica luminosa “AREA PER FUMATORI”. Inoltre la sala deve essere sottoposta ad interventi tecnici di verifica e manutenzione annuale.

La gestione del fumo di tabacco in azienda

Nei luoghi di lavoro e, più in generale, all’interno di una organizzazione è opportuno che il fumo di tabacco venga considerato con molta attenzione e cautela, sia per l’applicazione del divieto che per la corretta valutazione del rischio nella sua totalità.

Più in generale, un’azienda che intenda affrontare la questione in modo corretto ed efficace è chiamata ad una gestione integrata del fenomeno che si articola intorno a tre nodi principali: 

  • fornire ai propri lavoratori tutte le informazioni e la consulenza necessaria sull’argomento al fine di salvaguardarne la salute, proteggendoli dal fumo passivo;
  • delineare piani finalizzati alla disassuefazione dei fumatori attivi; 
  • tentare di limitare o ridurre in modo drastico le opportunità di iniziazione al fumo da parte dei non fumatori.

 

Al di là degli obblighi normativi e delle relative sanzioni, perché è importante per un’azienda contrastare in modo netto la diffusione del fumo di tabacco?

La risposta a questa domanda arriva direttamente da diversi studi condotti sul tema. Infatti, la presenza di lavoratori fumatori in una organizzazione può comportare:

Maggiori assenze per malattia e incremento di incidenti e infortuni.

Riduzione della produzione (a cause delle pause necessarie per fumare) e possibili contrasti con i colleghi non fumatori.

Possibile interazione fra i prodotti del fumo di tabacco e i fattori di rischio occupazionale, con probabilità di insorgenza di patologie più alte.

Rischio potenziale che i prodotti del fumo abbiano conseguenze sui beni aziendali attraverso processi chimici e meccanici.

Aumento delle spese aziendali a causa della pulizia e della manutenzione delle aree fumatori.

Significativa perdita economica per l’azienda (è stato stimato che un lavoratore che fumi 6 sigarette/giorno con 5 minuti di pausa, la perdita è di circa 1.080 euro/anno per i 30 minuti al giorno di lavoro remunerato ma non prestato).

Tali aspetti, che risultano correlati alla presenza di lavoratori fumatori all’interno di una organizzazione, evidenziano, se ce ne fosse bisogno, la necessità di sviluppare piani di intervento e contrasto al fumo di tabacco.

Azioni pianificate e mirate favorirebbero nei lavoratori un significativo miglioramento del loro benessere psico-fisico, mentre l’azienda potrebbe godere di un importante aumento della produttività e di una riduzione dei costi correlati.

La promozione della salute per il contrasto al fumo di tabacco

L’azienda che abbia al proprio interno un significativo numero di lavoratori dipendenti dal fumo di tabacco può scegliere due diverse strategie di intervento:

  • mettere in atto un piano finalizzato al rispetto del divieto;
  • sviluppare un modello integrato di promozione della salute.

Naturalmente le due strategie possono intrecciarsi e dare vita ad un percorso all’interno dell’organizzazione più ampio. Ad ogni modo, nel primo caso il progetto è orientato principalmente alla diffusione di informazioni ai dipendenti sul rispetto alla normativa, sui divieti, sulle sanzioni e sui possibili danni provocati sia dal fumo attivo che da quello passivo. Questo tipo di attività è realizzata attraverso il ricorso ad una cartellonistica ad hoc e all’utilizzo di messaggi informativi online.

Più in generale, la scelta di attribuire maggiore rilevanza al rispetto del divieto soddisfa una logica difensiva, affinché il fenomeno non possa diffondersi ulteriormente.

Strategia – Rispetto del divieto di fumo

Facilità di applicazione

Immediata applicabilità

Costi limitati nell’immediato

Limitato coinvolgimento del personale

Efficacia preventiva assente

Costi maggiori nel medio-lungo periodo

Diverso è il discorso quando si decide di adottare un percorso di promozione della salute dedicato ai fumatori. Innanzitutto, come ci ricorda l’art. 25 del D.Lgs. 81/08, sono diverse le figure coinvolte all’interno dell’organizzazione: il medico competente, il datore di lavoro, il servizio di prevenzione e protezione che collaborano alla valutazione dei rischi e all’attuazione e alla valorizzazione di programmi volontari di promozione della salute secondo i principi della responsabilità sociale.

Uno dei punti di forza della Promozione della Salute nei luoghi di lavoro – Workplace Health Promotion è che viene realizzato in un ambiente molto favorevole. I luoghi di lavoro, infatti, sono spazi collettivi di aggregazione in cui si formano modelli culturali e comportamentali, ambienti nei quali la popolazione attiva e sana trascorre molto tempo.

Nel caso del contrasto al tabagismo, quindi, l’attività di promozione della salute può intercettare un significativo numero di fumatori ai quali sottoporre un percorso di cambiamento.

Ma come si realizza in concreto un efficace piano di promozione della salute?

Noi di Igeam abbiamo sviluppato un modello di intervento integrato per supportare le organizzazioni e ridurre il fumo di tabacco in azienda, migliorando il benessere dei lavoratori e la produttività sul lavoro.

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Perché un’attività di promozione della salute possa vedere aumentate le possibilità di successo, è opportuno che si sviluppino dei piani personalizzati, organizzati in funzione di parametri quali età, profili di rischio, capitale economico e sociale, abitudini al fumo e pratiche d’uso.

Per questo motivo i nostri professionisti svolgono approfondite indagini sul profilo di rischio ed il profilo di consumo dei lavoratori, che consentono di ideare programmi individuali di contrasto.

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Un piano di intervento, perfettamente integrato con il precedente, è la realizzazione di un progetto multimediale informativo teso a approfondire la tematica, sia negli aspetti sanitari che in quelli normativi. 

Anche in questo caso, le soluzioni messe in campo, sebbene rivolte all’intera popolazione lavorativa, vengono differenziate in funzione delle diverse caratteristiche del “pubblico interessato”, quali età, ruolo professionale e abitudini e valori associati al fumo.

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Al fine di aumentare l’efficacia dell’attività informativa e dei piani personalizzati di contrasto e prevenzione al fumo di tabacco, vengono organizzati insieme a specialisti esperti: 

  • incontri personalizzati e focus group
  • giornate tematiche
  • azioni di counselling

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Per consolidare e rendere ancora più “memorabili” nel tempo gli effetti delle azioni e delle attività messe in campo, forniamo alle aziende anche corsi di supporto ai piani di promozione della salute in modalità tradizionale o e-learning  con specifici focus dedicati al fumo e a contenuti correlati.

Strategia – Promozione della salute

Elevato coinvolgimento del personale

Elevata attività di prevenzione

Vantaggi economici nel medio-lungo periodo

Miglioramento delle condizioni di salute

Minori possibilità di una recrudescenza del fenomeno

Maggiore consapevolezza dei rischi

La salute è un bene irrinunciabile,
per te e la tua organizzazione.

E noi abbiamo le soluzioni di prevenzione
adatte alle tue necessità.

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