Quali lavoratori si espongono di più alle sostanze pericolose. Ambienti di lavoro e i rischi per la salute
Luogo di lavoro con uomini e donne
Differenze di genere: come valutare i rischi sul luogo di lavoro
2 aprile 2019
Testo unico sicurezza 81/2008 aprile 2019
Aggiornato il Testo unico salute e sicurezza sul lavoro – aprile 2019
16 aprile 2019

Sostanze pericolose valutazione rischi

Sostanze pericolose
e ambienti di lavoro

La presenza di sostanze pericolose in un ambiente di lavoro è una questione che coinvolge un numero elevato di organizzazioni. I dati a livello europeo dimostrano come gli agenti chimici e quelli cancerogeni continuino a rappresentare, tra i lavoratori, una causa rilevante di malattia e decesso.

Alla luce dell’importanza del fenomeno, EU-OSHA ha lanciato una campagna biennale (2018-2019) a livello internazionale con l’esplicito obiettivo di:

  • favorire una maggiore sensibilizzazione verso i rischi correlati alla presenza e alla inadeguata gestione delle sostanze pericolose negli ambienti di lavoro;
  • promuovere una reale cultura di prevenzione nei confronti di tali pericoli.

EU-OSHA, inoltre, ha messo a disposizione degli utenti un e-tool gratuito, utile per testare la correttezza delle proprie attività nel processo di gestione e trattamento delle sostanze e dei prodotti chimici. 

In attesa di capire se la campagna riuscirà a raggiungere i suoi scopi, è importante comprendere non solo il tipo di rischio associato alle sostanze pericolose ma anche la tipologia di lavoratore potenzialmente più a rischio di esposizione.

Sostanze pericolose: gli effetti e le conseguenze per la salute

La presenza delle sostanze pericolose nelle aziende e nelle organizzazioni è maggiore di quanto, normalmente, si sia portati a credere. Secondo uno studio condotto da EU-OSHA sulla diffusione delle sostanze chimiche o biologiche:

  • il 38% delle organizzazioni dichiara che nei propri ambienti di lavoro sono presenti sostanze pericolose nella forma di liquidi, vapori o polveri;
  • il 32% dei lavoratori si espone quotidianamente a sostanze pericolose, in particolare sostanze o prodotti chimici, e a fumo, esalazioni e polveri per una durata pari almeno a 15 minuti al giorno (nel 15% dei casi il periodo di esposizione è superiore).

Gli effetti sulla salute sono purtroppo drammatici. Dai dati dell’Indagine europea sulle condizioni di lavoro, infatti, emerge come ogni anno 1,6 milioni di persone in età lavorativa si ammali di cancro. Nel 7,5% dei casi la causa è imputabile alla continua esposizione ad agenti cancerogeni presenti sul luogo di lavoro.

Quali sono i lavoratori più a rischio

Quando si discute di sostanze pericolose, l’attenzione tende a concentrarsi inevitabilmente sulla natura dei prodotti e sul loro trattamento. Rischiano, invece, di rimanere in secondo piano i lavoratori e le loro specifiche caratteristiche.

In altri termini, tutti possono esporsi al rischio da sostanze pericolose, ma nella pratica alcune tipologie di soggetti hanno maggiori probabilità di incorrere in tale pericolo.

Come rilevato da EU-OSHA, infatti, oltre a coloro che svolgono operazioni non di routine (es. lavori di manutenzione), i lavoratori più a rischio sono quelli:

  • meno esperti;
  • meno formati e informati;
  • più vulnerabili a livello fisico e sociale.

Vediamo nel dettaglio le ragioni di tale maggiore vulnerabilità e le possibili strategie da attuare per mitigare il rischio di esposizione.

Lavoratori meno esperti

Una categoria di lavoratori che rischia di esporsi più di altre alle sostanze pericolose sul posto di lavoro è rappresentata dai soggetti in possesso di minore esperienza.

Come è ovvio, il trattamento e la gestione delle sostanze e dei prodotti chimici richiede estrema attenzione e cura. Una maggiore esperienza, maturata sul campo e all’interno di contesti lavorativi complessi, può aiutare il lavoratore ad evitare comportamenti errati e a mettere in atto tutte le azioni necessarie in caso di pericolo imminente.

Possibili soluzioni

Un’azienda può adottare diverse strategie per tentare di salvaguardare i lavoratori meno esperti nell’esposizione alle sostanze pericolose:

  • ridurre, per quanto possibile, tale gap con una formazione adeguata;
  • favorire e stimolare il costante affiancamento del soggetto inesperto con figure dotate di maggiore expertise;
  • assegnare compiti (livelli di gestione del rischio) che siano in linea con il grado di esperienza e competenza del lavoratore.

Lavoratori meno formati e informati

Un’altra categoria di individui che corre il rischio di esporsi in misura maggiore alle sostanze pericolose è composta dai lavoratori in possesso di minore formazione e, generalmente, meno informati su tutte le problematiche connesse alla loro gestione e trattamento.

La mancata o ridotta formazione induce il lavoratore a fare affidamento unicamente sulla propria expertise. Infatti, quando la formazione è carente o assente, il soggetto inesperto ricorre a conoscenze fallaci che non fanno altro che amplificare il rischio.

Possibili soluzioni

Un’azienda può mettere in campo diverse strategie per tentare di ridurre il rischio connesso a una ridotta formazione: 

  • investire in misura maggiore su una attività formativa costante;
  • investire su una formazione non soltanto standard ma esperienziale, capace di sfruttare tutte le potenzialità connesse all’adozione delle più recenti tecnologie (come nel caso dei dispositivi di realtà virtuale, utilizzati per simulare in modo realistico sia l’esposizione che la reazione al rischio).

Lavoratori più vulnerabili

Tra le categorie che possono risultare più a rischio nella gestione e nel trattamento delle sostanze pericolose, spiccano i lavoratori che presentano una maggiore vulnerabilità fisica e sociale. In particolare, rientrano in questa classificazione le donne e i lavoratori precari.

Non sorprende, in questo senso, che la questione delle differenze di genere stia diventando centrale anche nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro. Le donne, infatti, sono sempre più impegnate in attività precedentemente destinate soltanto agli uomini.

Tale cambiamento richiede un adeguamento complessivo del sistema dedicato alla sicurezza: dall’attuazione di interventi che comprendano le reali implicazioni legate alle differenze di genere, fino al ricorso a dispositivi di protezione individuale adatti alle specifiche fisiche dei lavoratori.

La vulnerabilità, poi, può riguardare quei soggetti che cambiano spesso lavoro o che svolgono un lavoro temporaneo o non contrattuale. In questo caso, il lavoratore:

  • è precario non soltanto nella dimensione economica ma anche nella conoscenza dell’ambiente di lavoro e dei prodotti da gestire;
  • può essere soggetto a maggiori condizioni di inesperienza;
  • è sottoposto ad un livello più elevato di stress.

È evidente come la minore competenza, unita all’inesperienza e ad una fragilità psico-sociale, favoriscano in modo esponenziale l’esposizione al rischio da sostanze pericolose.

Possibili soluzioni

Le azioni da intraprendere per mitigare il rischio correlato ad una maggiore vulnerabilità fisica e sociale sono diverse:

  • valutare e riconoscere il grado e le specifiche caratteristiche della vulnerabilità;
  • intraprendere misure che comprendano la natura delle differenze di genere, superando prospettive fondate su stereotipi o pregiudizi;
  • mettere in atto una metodologia di intervento per la mitigazione dello stress lavoro correlato, attraverso il diretto coinvolgimento dei lavoratori.

Cosa può fare Igeam per le imprese

Nonostante l’ampia legislazione attualmente esistente, finalizzata alla protezione dei lavoratori dalle sostanze pericolose, queste ultime continuano a rappresentare un rischio importante per la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro.

Infatti, da un lato l’esposizione alle sostanze pericolose è un fenomeno più diffuso di quanto si è soliti credere, dall’altro non sempre i pericoli vengono gestiti in modo ottimale perché non sono visibili o perché non sono adeguatamente compresi. 

Consapevole della complessità della questione, Igeam supporta le aziende creando le condizioni per la realizzazione di una solida cultura di prevenzione.

Gestione e valutazione del rischio

Supportiamo le aziende nella realizzazione di una corretta valutazione del rischio attraverso sopralluoghi mirati e mediante il coinvolgimento dei lavoratori:

  • fornendo soluzioni mirate ed efficaci per una corretta gestione del rischio;
  • garantendo adeguate misure di prevenzione e protezione;
  • rispettando la gerarchia descritta nella normativa in modo da selezionare sempre il tipo di misure più efficaci.

Rilevazione livello di esposizione

Svolgiamo indagini finalizzate alla determinazione del livello di esposizione dei lavoratori durante lo svolgimento delle loro mansioni, mediante campionamenti di agenti di rischio potenzialmente dannosi per la salute.

Formazione e medicina del lavoro

Forniamo assistenza alle aziende non soltanto sugli aspetti tecnici e relativi ad una corretta valutazione del rischio da agenti pericolosi, ma anche su quelle attività complementari e necessarie per una corretta gestione del rischio quali:

Software gestionali

Aiutiamo le aziende nella individuazione e nella gestione di tutte le sostanze pericolose tramite la messa a disposizione e l’utilizzo di appositi software gestionali che consentono di:

  • gestire l’inventario degli agenti usati all’interno del gruppo e le relative schede dati di sicurezza (MSDS) in modo da migliorare la condivisione delle schede sia tra le diverse funzioni aziendali che verso i lavoratori;
  • valutare il rischio da agenti pericolosi, mantenendo tale valutazione costantemente aggiornata a seguito di ogni modifica dovuta ad eventuali sostituzioni, introduzione di nuovi agenti e/o modifiche di classificazione degli stessi.

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