Stress lavoro correlato. Le opportunità della nuova valutazione INAIL

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Presentazione


Nell’ottobre 2017 l’Inail ha aggiornato la metodologia relativa alla valutazione dello stress lavoro correlato, a distanza di 6 anni dalla prima versione delle Linee Guida pubblicata nel 2011.

Tale aggiornamento si è reso necessario per ottimizzare gli strumenti metodologici già utilizzati, al fine di supportare in modo ancora più efficace le aziende che si confrontano inevitabilmente con questo rischio.

La nuova metodologia di valutazione dello stress lavoro correlato messa a punto dall’Inail offre nuovi strumenti alle organizzazioni. Al tempo stesso, i datori di lavoro, gli RLS e, se possibile, tutti i lavoratori sono chiamati a partecipare in modo ancora più consapevole e organizzato a tutte le fasi del processo, dalla pianificazione della valutazione all’esame dei fattori di contesto e contenuto, fino alla definizione delle misure preventive. 

Lo stress legato all’attività lavorativa ha notevoli conseguenze sulla salute dei lavoratori e sulla produttività dell’azienda. Infatti, come dimostrano numerose ricerche, le persone con alti livelli di stress ricorrono in media, nel corso dell’anno, ad un numero quasi doppio di giorni di malattia rispetto a colleghi con bassi livelli di stress (4,6 vs 2,6). Inoltre, i lavoratori molto stressati sperimentano una condizione di lavoro improduttivo pari a 16 giorni nel corso dell’anno, quasi il 50% in più di quanti registrano bassi livelli di stress.

Il modo più efficace per affrontare tale problematica è la messa a punto di una corretta e approfondita valutazione del fenomeno, capace al tempo stesso di comprendere lo stato di salute dell’azienda, individuando in questo modo i fattori di rischio, e di coinvolgere attivamente tutto il personale. Così facendo si avvia una forma di intervento concreta verso la riduzione del rischio. 

 

Che cos’è lo stress lavoro correlato e chi può colpire


Prima di definire che cos’è lo stress lavoro correlato è importante chiarire cosa non è. Lo stress lavoro correlato non è una malattia o una patologia. Piuttosto è “la risposta psicofisica che si verifica quando le richieste del lavoro superano le risorse o le capacità del lavoratore di farvi fronte o si scontrano eccessivamente con i suoi bisogni”.

Ogni individuo reagisce in modo differente alle stesse situazioni e uno stesso individuo può reagire in maniera diversa a medesime situazioni in momenti diversi della propria vita. Questo spiega perché lo stress lavoro correlato è considerato un tema complesso che richiede una valutazione attenta e programmata. In fondo tale rischio può colpire chiunque, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda, dall’ambiente di lavoro, dal tipo di attività e di contratto. I suoi effetti sono trasversali, impattando sulla salute dei lavoratori, sulla sicurezza e sul futuro stesso delle organizzazioni.

Oltre alle conseguenze sulla salute a medio lungo termine, lo stress lavoro correlato determina in azienda:

– l’aumento dei costi per assenteismo;
– l’aumento non fisiologico del turnover;
– l’aumento delle inidoneità;
– l’aumento degli infortuni (denunce Inail);
– l’aumento degli incidenti;
– la ridotta produttività;
– il declino nella qualità dei prodotti e del servizio;
– la ridotta capacità di rinnovamento;
– la ridotta immagine sociale dell’organizzazione.

Pertanto, riconoscerlo e prevenirlo costituiscono un obiettivo primario da perseguire con determinazione. 

 

Lo stress lavoro correlato e le novità della metodologia Inail


Nell’ottobre 2017, precisamente a 6 anni di distanza dalla prima versione delle Linee Guida nel 2011,  l’Inail ha pubblicato una Nuova Metodologia per la Valutazione dello stress lavoro correlato. Tale pubblicazione e il relativo aggiornamento delle linee guida sono stati il risultato del progetto Inail-Regioni, Piano di monitoraggio e di intervento per l’ottimizzazione della valutazione e gestione dello stresso lavoro correlato, conclusosi nel 2016, nel corso del quale un campione di 800 aziende italiane è stato analizzato in merito alle modalità seguite per la valutazione dello stress. 

Gli obiettivi principali che hanno guidato l’elaborazione di questo documento sono stati aggiornare e ottimizzare gli strumenti metodologici già utilizzati, nell’intento di supportare ulteriormente le aziende che effettuano la valutazione nel processo di gestione di questo rischio.

In particolare, le novità delle Linee Guida 2017 dell’Inail sono rappresentate da:

  1. l’aggiornamento delle risorse documentali a supporto della valutazione del rischio;
  2. il miglioramento del sistema di calcolo della Lista di controllo della Valutazione Preliminare;
  3. l’adeguamento delle fasce di rischio, sia per la Lista di controllo che per il Questionario strumento indicatore, sulla base delle analisi dei dati raccolti negli anni;
  4. l’approfondimento della fase di pianificazione degli interventi per una corretta gestione del rischio.

In Italia è il datore di lavoro che, obbligatoriamente e al pari di tutti gli altri rischi, deve valutare e gestire il rischio stress lavoro correlato, ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. In particolare, l’articolo 28 dichiara che “la valutazione deve riguardare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro correlato, secondo i contenuti dell’Accordo Europeo del 2004”.

La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza ha emanato nel 2010 le indicazioni metodologiche per la valutazione dello stress lavoro correlato che costituiscono i requisiti minimi per l’adempimento dell’obbligo e che sono ovviamente rispettate dalle Linee guida Inail.

Il datore di lavoro, a sua volta, si avvale del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) con il coinvolgimento del Medico competente, ove nominato, e previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST). Tali figure compongono il Gruppo di Gestione della Valutazione dello Stress Lavoro Correlato.

Entrando nel dettaglio della metodologia, sono rilevabili quattro diverse fasi ognuna delle quali caratterizzata da attività specifiche da perseguire attraverso l’utilizzo di diversi strumenti:

– la fase propedeutica che rappresenta il cuore della metodologia;
– la fase di valutazione preliminare;
– la fase di valutazione approfondita;
– la fase dedicata alla pianificazione degli interventi.

 

Come valutare lo stress lavoro correlato


Nello specifico, la valutazione deve essere effettuata in riferimento a tutti i lavoratori, compresi dirigenti e preposti, deve prendere in esame gruppi omogenei di lavoratori e deve prevedere due livelli, il primo necessario e il secondo eventuale, nel caso in cui emergano degli elementi di rischio stress.

La valutazione si fonda sulla rilevazione, mediante una check list parametrica da parte del gruppo di valutazione, di possibili indicatori di stress principalmente connessi:

 ad eventi sentinella, quali aumento dell’assenteismo, del turn over, degli infortuni, delle richieste di visita al medico competente, etc.;
 al contenuto del lavoro, in termini di carico di lavoro, orario, pianificazione dei compiti, etc.;
 al contesto del lavoro, in termini di ruolo, autonomia decisionale, rapporti interpersonali, etc.

Successivamente, partendo dall’analisi dettagliata delle criticità emerse, si prosegue implementando un’adeguata gestione del rischio attraverso un piano di interventi correttivi volti a migliorare le condizioni di lavoro e la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Quando gli interventi attuati non risultano efficaci, ma anche ogni volta che risulti opportuna una conoscenza più specifica delle problematiche emerse, si passa ad una valutazione approfondita che, attraverso questionari, focus group e/o interviste, rileva la percezione soggettiva dei lavoratori.

Ma quanto tempo è necessario per realizzare la valutazione del rischio stress lavoro correlato?

Il percorso di valutazione completo, costituito sia dalla valutazione preliminare che dalla valutazione approfondita, richiede tra i 12 e i 24 mesi a seconda della complessità dell’azienda affinché gli interventi possano produrre effetti e risultati.

 

Come aiutiamo le aziende nella gestione dello stress lavoro correlato


La valutazione dello stress lavoro correlato condotta nel rispetto del percorso metodologico sopra indicato permette alle aziende di comprendere il proprio stato di salute e di individuare i potenziali fattori di rischio. In questo modo, l’organizzazione è nella condizione di mettere a punto strategie di intervento preventive a tutela della salute dei lavoratori, incentivando in questo modo momenti di confronto diretto.

In particolare, attraverso la valutazione approfondita si può coinvolgere tutto il personale, verificando in modo più puntuale la percezione dei lavoratori in merito ai possibili fattori di rischio. Infatti, nel momento in cui i lavoratori sono ascoltati e coinvolti, diventando veri e propri attori del processo di valutazione, si avvia già una forma di intervento verso la riduzione del rischio. 

Noi di Igeam eseguiamo valutazioni del rischio stress lavoro correlato nel rispetto delle indicazioni 2017 dell’Inail. I fattori positivi che trasformano il nostro approccio in un’occasione favorevole per il concreto miglioramento del clima aziendale sono:

+ la capacità di coinvolgere attivamente il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e, se possibile, i lavoratori in tutte le fasi del processo: dalla pianificazione della valutazione, all’esame dei fattori di contesto e contenuto, alla definizione delle misure preventive;

+ l’esperienza e la competenza nell’esecuzione sia della valutazione preliminare che della valutazione approfondita;

+ l’inclusione all’interno del gruppo di valutatori di operatori con professionalità specifiche.

Questi elementi permettono di trasformare l’adempimento ad un obbligo di legge in una evidente opportunità per l’azienda di ridurre le incongruenze dell’organizzazione del lavoro e promuovere un clima lavorativo di fiducia e collaborazione.

 

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