parallax background

Burnout e stress lavoro correlato. Come valutare la sindrome da esaurimento emotivo

Burnout e stress lavoro correlato

L’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità è la prima organizzazione sanitaria a livello internazionale ad aver riconosciuto il burnout da lavoro come una sindrome, inserendola nel suo lungo elenco di disturbi medici. Molto probabilmente, però, l’OMS non sarà l’ultima. Infatti, negli Stati Uniti, già da tempo si è attivata l’Associazione degli Psichiatri Americani che ha istituito un gruppo di lavoro specifico sul tema.

Il burnout è un vero e proprio esaurimento emotivo di cui è vittima il lavoratore. Di fatto è una forma cronica di stress lavoro correlato che si presenta con un crescente senso di distacco dalle attività nelle quali il soggetto è coinvolto. Il lavoro perde di significato e le conseguenze psico-fisiche possono essere drammatiche, con effetti decisivi anche sulla produttività.

La gravità del fenomeno è confermata dal fatto che i fattori che facilitano l’insorgenza del burnout (es. cambiamenti organizzativi, cambiamenti di ruolo e mansione, conflitti e difficili interazioni con i colleghi, aumento di responsabilità e carico di lavoro etc.) sono sempre più connaturati al mondo del lavoro nella sua evoluzione attuale.

A tutto questo si è aggiunta anche l’emergenza pandemica legata alla diffusione del Covid-19. Infatti, secondo una ricerca pubblicata dal Global Culture Report 2021, nella quale sono stati intervistati 40.000 professionisti, il Coronavirus ha causato a livello internazionale un incremento del burnout pari al 15%.

I sintomi del burnout

Il burnout, secondo l’OMS, è caratterizzato da tre dimensioni principali che coinvolgono direttamente il lavoratore:

Totale mancanza di energie

Distanza mentale dal proprio lavoro, negativismo o cinismo

Ridotta o limitata efficacia professionale

Nello specifico, i lavoratori che vivono una esperienza di burnout sono soggetti a:

Disturbi fisici

Disturbi del sonno, abbassamento delle difese immunitarie, disturbi sessuali e gastroenterici.

Disturbi psicologici

Autocritica, sensazione di non essere abbastanza bravi, demotivazione e desiderio di isolamento, distaccamento.

Burnout e stress lavoro correlato

Come riconoscere i sintomi organizzativi del burnout, pianificare azioni di analisi specifica e gestirne le criticità in modo efficace?

Scoprilo con la nostra presentazione!

Le conseguenze per l’organizzazione

A livello organizzativo le ricadute del burnout sono altrettanto drammatiche. Diversi studi segnalano come i lavoratori soggetti ad un esaurimento emotivo e ad uno stress lavoro correlato cronico, mostrino:

  • livelli più elevati di assenteismo;
  • una maggiore tendenza ad incorrere in errori e ad esporsi ai rischi con un aumento significativo degli infortuni;
  • tensioni e problemi disciplinari.

Tali effetti, riconducibili al burnout, generano dei costi per le aziende assolutamente da non trascurare. 

34%

La percentuale dello stipendio annuale del dipendente vittima del burnout che impatta sull’organizzazione di appartenenza.

(Fonte: Forbes)

20-50%

La percentuale di aumento del turnover causato dal burnout a seconda dell’impresa considerata.

(Fonte: Forbes)

Quali misure adottare per contrastare il burnout 

Le conseguenze del burnout sono piuttosto rilevanti, sia a livello individuale che organizzativo. Per questo motivo, una organizzazione che non sottovaluta lo stress cronico ma, al contrario, analizza e affronta il fenomeno con competenza matura un vantaggio decisivo nei confronti dei propri competitor.

È ben noto che dipendenti più coinvolti nelle attività professionali e più felici sono anche quelli che registrano livelli più elevati di produttività.

Un errore che non bisogna commettere, però, è pensare che la sindrome da burnout sia esclusivamente soggettiva e riconducibile a fattori individuali. Al contrario, numerosi studi mostrano come il burnout dipenda dall’organizzazione del lavoro. Le stesse cause che ne favoriscono l’insorgenza, come i cambiamenti organizzativi, di ruolo e di mansione, o i conflitti sul lavoro sono una chiara conferma della natura organizzativa del problema.

Numerosi studi mostrano come il burnout dipenda dall’organizzazione del lavoro.

Il lavoratore non è un numero, immune dalle pressioni esterne, ma un’entità complessa che opera all’interno di un ambiente lavorativo altrettanto mutevole e intricato. Se il lavoro, oggi, richiede ad ogni soggetto una sviluppata capacità di adattamento al cambiamento, è fondamentale che ogni organizzazione fornisca ai propri dipendenti tutti gli strumenti per essere flessibili.    

Per questo motivo, il primo passo che un’organizzazione deve intraprendere è intervenire per valutare e gestire il rischio di stress da lavoro correlato, con l’obiettivo di:

migliorare l’organizzazione del lavoro

prevenire le condizioni individuali di sviluppo della sindrome del burnout

Un approccio organizzativo al burnout, piuttosto che individuale, può generare nel medio-lungo periodo un cambiamento efficace perché si focalizza sul gruppo nella sua totalità. Il gruppo, infatti, ha maggiori possibilità di promuovere il benessere in modo condiviso, comprendendo le preoccupazioni dei propri professionisti attraverso una fase proattiva di comprensione e ascolto.

Noi di Igeam, ad esempio, anche sulla base dei risultati che abbiamo conseguito presso i nostri clienti attraverso l’adozione di un Piano di assistenza psicologica e tecnica con attività di counselling, che permette di tutelare il benessere psico-fisico dei propri professionisti e di salvaguardare la continuità operativa aziendale, consigliamo alle organizzazioni di strutturare un piano di intervento intorno a 3 principali aree:

Supporto

La prima fase di intervento richiede una gap analysis, che si rivela necessaria per valutare lo stato dell’arte dell’organizzazione e individuare le principali problematiche su cui è necessario intervenire.

Dopo questo primo step analitico, è fondamentale mettere a punto dei propri dipendenti uno sportello elettronico (numero telefonico e e-mail dedicata) con un team specialistico a disposizione e delineare una fase di supporto psicologico continua.

Formazione

Una fase centrale per la mitigazione e la prevenzione del rischio burnout è rappresentata da un’attività formativa per la gestione dello stress attraverso l’adozione di tecniche esperienziali.

I piani formativi possono essere focalizzati sulla gestione dei conflitti e sulle soft skills, prevedendo anche dei piani di coaching manageriale per supportare i vertici nella gestione dei casi di disagio lavorativo.

Counseling

Una ulteriore fase di intervento che un’organizzazione è chiamata a mettere in campo per supportare al meglio i propri dipendenti, con implicazioni positive per tutta l’azienda, può prevendere un’attività di Counseling individuale.

Inoltre, al fine di rendere le misure intraprese più efficaci a livello individuale e più strutturate anche a livello organizzativo, si rivelano utili i focus group e gli interventi di debriefing di gruppo.

Come detto, l’intervento tempestivo dell’organizzazione è fondamentale per limitare e contrastare in modo efficace il fenomeno del burnout. Non bisogna, però, sottovalutare anche l’impatto positivo che possono avere determinate azioni messe in atto a livello individuale. Esistono infatti delle misure che, se intraprese in modo corretto, possono contribuire a migliorare sia lo stato d’animo che il benessere fisico della persona.

Riuscire a dormire 7/8 ore per notte può aiutare a ridurre lo stress e a migliorare la risposta psico-fisica alle difficoltà.

Svolgere attività fisica permette di creare uno spazio fisico e psichico personale nel quale è possibile limitare l’effetto stressante dei fattori più critici.

Alimentarsi in modo corretto e bere molta acqua migliora il proprio benessere fisico con riflessi positivi anche sul proprio stato d’animo.

Se si lavora da casa è importante ricordare di staccarsi, creando dei momenti di rilassamento utili per ricaricarsi a livello mentale.

E’ importante comprendere quale sia l’origine dello stress e del burnout al fine di intervenire in modo tempestivo ed efficace.

Limitare il continuo accesso a contenuti presenti nei social e nei media che possano essere causa di stress o alimentare l’ansia (ad es. rispetto al Covid-19).

Come Igeam riteniamo che il benessere fisico e psichico di un individuo siano fondamentali non solo per migliorare le proprie performance professionali ma, anche e soprattutto, per incrementare in modo significativo la qualità della vita personale. Non a caso, molte delle soluzioni che mettiamo in campo a favore dei clienti nascono, prima di tutto, dal tentativo di migliorare la nostra vita lavorativa e quella familiare.    

Il burnout fa male ai tuoi dipendenti e alla tua organizzazione.

Lasciati affiancare dalle nostre soluzioni integrate per incrementare il benessere dei professionisti e la qualità del lavoro in azienda.

CONTATTACI

Hai bisogno di assistenza nella valutazione
del burnout per la tua azienda?

CHIAMACI

Una nostra professionista è a disposizione per conoscere le tue necessità.

T    06 66991302
M   340 2140179

Questo contenuto ti è piaciuto?
Non perderti nessuna novità con la newsletter di Igeam

 

CASE STUDY

Burnout e stress lavoro correlato