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La sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro – Le novità nel servizio antincendio e nella manutenzione degli impianti

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La sicurezza antincendio in azienda si sta aggiornando, tenendo il passo dell’evoluzione del mondo del lavoro e delle politiche organizzative nei luoghi di lavoro.

Di recente, infatti, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiali due importanti decreti (Decreto GSA e Decreto Controlli) che introducono significativi cambiamenti nel campo del servizio di prevenzione e protezione antincendio e della manutenzione degli impianti e dei sistemi antincendio.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 ottobre 2021, il Decreto del 2 settembre 2021 (Decreto GSA) del Ministero dell’Interno e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha definito i criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, nel rispetto dell’art. 46, comma 3, lettera a), punti 2 e 4 e lettera b) del D.Lgs. 81/2008.

Il Decreto GSA sottolinea la necessità da parte del datore di lavoro di adottare le misure organizzative e gestionali soprattutto in casi di emergenza (es. incendio) citate nel documento di valutazione dei rischi o all’interno del documento delle procedure standardizzate.

Come riportato nell’art. 8, il provvedimento entra in vigore un anno dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, quindi il 4 ottobre 2022.
Il Decreto Controlli, dal canto suo, coinvolge direttamente l’attività di controllo e di manutenzione degli impianti, delle attrezzature e di altri sistemi di sicurezza antincendio.

L’entrata in vigore di questo provvedimento, che abroga l’articolo 3 (comma 1, lettera e), l’articolo 4 e l’allegato VI del Decreto del 10 marzo 1998, è fissata per il 25 settembre 2022.

Decreto
GSA

A chi si applica il Decreto GSA

Come riportato nell’art. 1, il Decreto si applica direttamente:

Luoghi di
lavoro

Attività che si svolgono nei luoghi di lavoro come definiti dall’art. 62 del D.Lgs. 81/2008

Cantieri temporanei o mobili

Prescrizioni previste dagli artt. 4, 5, 6 per le attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili di cui al titolo IV del D.Lgs. 81/2008

Attività a rischio incidente rilevante

Attività a rischio di incidente rilevante (D.Lgs. 26 giugno 2015, n. 105) limitatamente agli art. 4, 5, 6

Gestione della sicurezza antincendio

Il datore di lavoro è chiamato a mettere in campo le misure di gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza, sulla base dei fattori di rischio incendio rilevati nella propria organizzazione (criteri indicati negli allegati I e II).

Il piano di emergenza, nel quale sono riportati i nominativi dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze, o quello del datore di lavoro, viene predisposto nei seguenti casi:

luoghi di lavoro ove sono occupati almeno dieci lavoratori 

luoghi di lavoro aperti al pubblico caratterizzati dalla presenza contemporanea di più di cinquanta persone, indipendentemente dal numero dei lavoratori

luoghi di lavoro che rientrano nell’allegato I al DPR 151/2011

Formazione per la sicurezza antincendio

Il datore di lavoro è inoltre chiamato a garantire, nel rispetto dell’art. 37 del Testo Unico sulla Sicurezza, la formazione degli addetti al servizio antincendio in linea con le indicazioni dell’Allegato III. 

Gli addetti al servizio antincendio frequentano specifici corsi di formazione e di aggiornamento con cadenza quinquennale e conseguono l’attestato di idoneità tecnica.

Chi può svolgere i corsi per la sicurezza antincendio?

L’Art. 5 specifica che i corsi per addetti antincendio possono essere svolti:

  • dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;
  • da soggetti, pubblici o privati, tenuti ad avvalersi di docenti in possesso dei requisiti di cui all’art. 6 del Decreto;
  • dal datore di lavoro in possesso dei requisiti indicati all’art. 6 o da lavoratori dell’azienda in possesso dei medesimi requisiti.

Quali sono i docenti di corsi antincendio che possono esercitare?

I requisiti di cui devono essere in possesso i docenti sono elencati nell’art. 6. Invece, alla data di entrata in vigore del decreto, sono considerati qualificati:

  • i docenti che possiedono una documentata esperienza come formatori in materia teorica antincendio di almeno cinque anni con un minimo di quattrocento ore all’anno di docenza;
  • i docenti della parte pratica in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti (esperienza di almeno 90 ore come docenti in ambito pratico; frequenza con esito positivo di un corso di formazione di tipo C per docenti pratici erogato dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco; far parte del personale cessato dal servizio nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con esperienza da capo reparto e capo squadra di almeno dieci anni).

Come organizzarsi con i corsi già pianificati o da programmare?

I corsi per addetti antincendio già pianificati sono ritenuti validi qualora vengano realizzati entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente Decreto.

L’art. 7 stabilisce inoltre che il primo aggiornamento degli addetti al servizio antincendio deve avere luogo entro cinque anni dalla data di svolgimento dell’ultima attività di formazione o di aggiornamento.

Nel caso in cui si superi il limite dei cinque anni, si deve frequentare un corso di aggiornamento entro dodici mesi dall’entrata in vigore del Decreto stesso.

Scopri ora come cambia la sicurezza antincendio in azienda
con i nuovi decreti GSA e Controlli.

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Decreto
Controlli

Manutenzione e controllo periodico degli impianti

Il Decreto Controlli, nell’allegato I, definisce i criteri per la gestione dell’attività di manutenzione e controllo degli impianti antincendio.

In particolare, il datore di lavoro è chiamato a predisporre un nuovo registro dei controlli:

Annotazione controlli
e interventi

Il registro deve riportare i controlli periodici e i relativi interventi di manutenzione sugli impianti, sulle attrezzature e su altri sistemi di sicurezza antincendio.

Rispetto cadenze
temporali

I controlli devono essere effettuati nel rispetto delle cadenze temporali previste da disposizioni e normative vigenti, sia nazionali che internazionali, oltre che dal manuale d’uso e di manutenzione del sistema.

Continuo
aggiornamento

Il registro deve essere continuamente aggiornato e messo a disposizione degli organi di controllo. 

In merito al nuovo registro dei controlli, suggeriamo ai nostri clienti di sfruttare tutte le potenzialità di Igeam Rams, la soluzione digitale che permette di gestire anche le nuove check list di ispezione diventate obbligatorie.

Nel Decreto, all’art. 3, si riporta che il Datore di Lavoro attua gli interventi di manutenzione e controlli degli impianti, delle attrezzature e dei sistemi antincendio “anche attraverso il modello di organizzazione e gestione di cui all’art. 30 del D.Lgs 81/08”.

L’art. 30 definisce le caratteristiche di cui deve essere in possesso il modello per avere efficacia esimente della responsabilità 231. Inoltre, i modelli definiti in conformità alla OHSAS 18001, ora ISO 45001, hanno presunzione di conformità ai requisiti dell’art. 30.

Questo è un passaggio importante del decreto.

Il legislatore, infatti, indica la necessità per il Datore di Lavoro di adottare un modello organizzativo conforme all’art. 30 (ISO 45001) per la conformità delle attività di manutenzione e controllo degli impianti, delle attrezzature e dei sistemi antincendio.

Tecnico manutentore qualificato

Un’importante novità del cosiddetto Decreto Controlli riguarda l’introduzione della figura del tecnico manutentore qualificato, una persona fisica che, come indicato nell’Allegato II, è in possesso di specifici requisiti tecnico-professionali.

Tale figura è determinante per tutto quello che concerne l’effettuazione dell’attività periodica di manutenzione e controllo di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio, naturalmente nel rispetto delle disposizioni legislative, della normativa vigente e del manuale di uso e manutenzione dell’impianto, dell’attrezzatura o del sistema di sicurezza antincendio.

La qualifica di Tecnico Manutentore Qualificato viene rilasciata dal Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco e ha valenza nazionale. 

Coloro che svolgono attività di manutenzione da almeno 3 anni al momento dell’entrata in vigore del Decreto (25 settembre 2022) sono esonerati dalla frequenza del corso obbligatorio e possono richiedere di accedere direttamente alla fase di valutazione.

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