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La gestione della sanificazione degli ambienti di lavoro 

Per il contrasto al Covid-19

Con la riapertura delle attività commerciali è opportuno chiarire con attenzione quali procedure di sanificazione mettere in atto per tutelare la salute dei lavoratori e degli utenti che accedono ai locali, contro la diffusione del Covid-19.

Il Ministero della Salute ha fornito alcune indicazioni relative agli interventi sulle superfici e sugli ambienti interni, indirizzate in particolare ai gestori delle strutture non sanitarie e di abbigliamento.

La persistenza del Covid-19 sulle superfici

Come è emerso in questi mesi, un’attività di prevenzione efficace contro il Covid-19 si basa, in primo luogo, sul lavaggio delle mani e sul distanziamento sociale. Nel caso degli ambienti di lavoro, e in particolare di quei luoghi frequentati dai dipendenti, dai fornitori e dai clienti (contesti aperti al pubblico), sono essenziali:

  • la pulizia regolare;
  • idonee procedure di sanificazione delle superfici e degli ambienti interni. 

Infatti, come è noto, la trasmissione delle infezioni da coronavirus ha luogo principalmente attraverso droplets, goccioline che sono in grado di viaggiare nell’aria per distanze limitate (normalmente per meno di un metro) e che si producono quando si respira, parla, tossisce e snarnutisce.

Tali goccioline, oltre a raggiungere le mucose della bocca, del naso e degli occhi, possono depositarsi sugli oggetti e sulle superfici, che costituiscono un veicolo indiretto di trasmissione del Covid-19. 

Ma come cambia la persistenza del virus in funzione del tipo di superficie?

CARTA DA STAMPA

Particelle virali infettanti rilevate fino a:

30 MINUTI

Particelle virali infettanti non rilevate dopo:

3 ORE

TESSUTO

Particelle virali infettanti rilevate fino a:

1 GIORNO

Particelle virali infettanti non rilevate dopo:

2 GIORNI

LEGNO

Particelle virali infettanti rilevate fino a:

1 GIORNO

Particelle virali infettanti non rilevate dopo:

2 GIORNI

BANCONOTE

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2 GIORNI

Particelle virali infettanti non rilevate dopo:

4 GIORNI

VETRO

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2 GIORNI

Particelle virali infettanti non rilevate dopo:

4 GIORNI

PLASTICA

Particelle virali infettanti rilevate fino a:

4 GIORNI

Particelle virali infettanti non rilevate dopo:

7 GIORNI

ACCIAIO
INOX

Particelle virali infettanti rilevate fino a:

4 GIORNI

Particelle virali infettanti non rilevate dopo:

7 GIORNI

MASCHERINE CHIRURGICHE (STRATO INTERNO)

Particelle virali infettanti rilevate fino a:

4 GIORNI

Particelle virali infettanti non rilevate dopo:

7 GIORNI

MASCHERINE CHIRURGICHE (STRATO ESTERNO)

Particelle virali infettanti rilevate fino a:

7 GIORNI

Particelle virali infettanti non rilevate dopo:

NON DETERMINATO

Fonte: Chin A.W. H., et al., Stability of SARS-CoV-2 in different environmental conditions, The Lancet Microbe.

Prima della sanificazione le misure organizzative

Per le attività commerciali, il Ministero della Salute indica tre punti fermi utili per contrastare la diffusione del virus:

  • pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri superfici, oggetti, etc.;
  • disinfettare con prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati;
  • garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d’aria.

Prima di attuare le necessarie misure di sanificazione, però, è fondamentale attuare specifici interventi organizzativi che creano le condizioni affinché le prime possano risultare ancora più efficaci:

  • Stabilire una procedura di azione e una pianificazione preventiva contro il SARS-CoV-2.
  • Aggiornarle secondo le istruzioni delle autorità sanitarie in ogni momento.
  • Effettuare la registrazione delle azioni intraprese, specificando data, ora, persone responsabili, salvando tutta la relativa documentazione.
  • Incentivare la massima collaborazione di tutte le persone dell’organizzazione nell’adozione di misure preventive e il monitoraggio delle raccomandazioni condivise nel protocollo di prevenzione (all. 6 al DPCM del 26 aprile 2020).
  • Informare e distribuire materiale informativo comprensibile desunto da fonti affidabili a tutto il personale, relativamente agli aspetti di base del rischio di contagio:
    • misure di igiene personale e collettiva;
    • criteri stabiliti dall’autorità sanitaria per definire se una persona è stata contaminata;
    • le linee guida per l’azione di fronte a un caso sospetto COVID-19.

Come sottolinea il Ministero della Salute, le procedure di sanificazione vanno attuate rispettando la corretta sequenza di attività:

  1. La normale pulizia ordinaria con acqua e sapone riduce la quantità di virus presente su superfici e oggetti, mitigando il rischio di esposizione.
  2. La pulizia di tutte le superfici di mobili e attrezzature da lavoro, macchine, strumenti, nonché maniglie, cestini, deve essere eseguita almeno dopo ogni turno.
  3. Il rischio di esposizione è ulteriormente ridotto se si effettuano procedure di disinfezione con prodotti disinfettanti ad azione virucida autorizzati (PMC o biocidi)
  4. I disinfettanti uccidono i germi sulle superfici. Effettuando la disinfezione di una superficie dopo la sua pulizia, è possibile ridurre ulteriormente il rischio di diffondere l’infezione.
  5. I disinfettanti devono essere utilizzati in modo responsabile e appropriato secondo le informazioni riportate nell’etichetta.
  6. Bisogna indossare sempre guanti adeguati per i prodotti chimici utilizzati durante la pulizia e la disinfezione, ma potrebbero essere necessari ulteriori dispositivi di protezione individuale (DPI, specie per i prodotti ad uso professionale) in base al prodotto.

Sanificazione con Ozono e Cloro attivo

Per quanto riguarda l’attività di sanificazione con Ozono e Cloro attivo generati in situ, il Ministero della Salute ricorda che tali sostanze non sono autorizzate come disinfettanti. Di conseguenza, non possono essere utilizzate in attività di disinfezione. 

Solo al termine di una valutazione eventualmente positiva da parte dell’Autorità sanitaria di idonea documentazione tecnico scientifica che ne dimostri l’efficacia e la sicurezza, si potranno definire sostanze disinfettanti e si potranno autorizzare sistemi di generazione in situ.

Tali sostanze sanitizzanti devono essere impiegate esclusivamente da personale rispondente ai requisiti tecnico professionali, definiti dalla Legge 25 gennaio 1994, n. 82, Decreto MISE n.274 del 07/07/1997 modificato dalla legge n. 40 del 2007.

Attività di sanificazione in un ambiente chiuso

Se il posto di lavoro o l’azienda non sono occupati da almeno 7-10 giorni, per riaprire l’area sarà necessaria solo la normale pulizia ordinaria. In questo caso:

  • La maggior parte delle superfici e degli oggetti necessita solo di una normale pulizia.
  • Interruttori della luce e maniglie delle porte o altre superfici e oggetti frequentemente toccati dovranno essere puliti e disinfettati utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati dal Ministero della salute per ridurre ulteriormente il rischio della presenza di germi su tali superfici e oggetti. 
  • Ogni azienda o struttura avrà superfici e oggetti diversi che vengono spesso toccati da più persone. Disinfettare adeguatamente queste superfici e questi oggetti.

Per gli ambienti chiusi sottoposti a notevoli afflussi di pubblico e contenenti materiali con esigenze di disinfezione aggiuntive per i capi di abbigliamento, è opportuno programmare trattamenti giornalieri, o comunque a cadenza regolare definita. Inoltre:

  • I camerini devono essere sanificati in ragione della frequenza del loro utilizzo.
  • Il vapore secco sembra essere il metodo consigliabile per la sanificazione degli abiti.
  • Le radiazioni ionizzanti sono difficilmente esportabili a livello di attività commerciali: le lampade UV-C potrebbero essere un buon compromesso per costo-efficacia e rapidità d’uso, ma non per tutti i capi d’abbigliamento.

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